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Formazione delle Grotte

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Paleontologia

Archeologia e preistoria

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L'attrezzatura dello Speleologo

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Domande frequenti

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DOMANDE  FREQUENTI

Chi ha letto fino a questo punto, sicuramente si sarà fatto un minimo di idea sulla speleologia e gli speleologi, ma naturalmente verrà spontaneo porsi altre domande.  In questa sezione cercheremo di dare il maggior numero di risposte, al fine di dare più informazioni possibili e magari far nascere nell’animo di qualcuno l’interesse verso l’oscuro mondo di grotte e abissi.  Se avete altri quesiti potete scrivere all'autore; se saranno di interesse generale verranno pubblicati, altrimenti riceverete una risposta privata.

 1.  Che fine fa l'acqua delle grotte? 
 2.  Che condizioni ambientali si trovano in grotta? 
 3.  C'è sempre buio in grotta? 
 4.  In grotta si riesce sempre a respirare? 
 5.  Le grotte possono riempirsi d'acqua? 
 6.  Le grotte possono crollare? 
 7.  Si può bere l'acqua delle grotte? 
 8.  A cosa serve la speleologia? 
 9.  Cosa fanno gli Speleologi per tutto il tempo in cui stanno in grotta? 

 

 1. Che fine fa l’acqua delle grotte?

Naturalmente verso le sorgenti site a valle. Il meccanismo che genera un corso d’acqua sotterraneo in genere è questo: l’acqua dalla superficie penetra nel sottosuolo attraverso innumerevoli crepe e porosità, quindi cade lungo pozzi , e ripide strette gallerie. Tutti i vari piccoli ruscelli, una volta penetrati all’interno della montagna, tendono a riunirsi e conseguentemente ad ingrossarsi, alla fine, quando incontrano uno strato roccioso impermeabile o molto meno attaccabile di altri, formano un vero e proprio fiume denominato  “collettore”. Nel corso di questo fiume, si possono incontrare laghi anche profondi ed in genere, a causa dell’allargamento della galleria, l’acqua tende perdere la sua forza meccanica di erosione. L’esplorazione dello speleo, in genere si arrestano di fronte  ad un lago il cui emissario è subacqueo. (sifone). Saper cosa c’è oltre questi limiti è possibile solo attraverso l’immersione subacquea con autorespiratore .

Per concludere, quando l’acqua alla fine raggiunge la superficie della montagna, trabocca: è la risorgenza....finalmente!!

E’ doveroso ricordare  che esistono anche grotte  che non sono state create dall’acqua, e precisamente quelle vulcaniche.  Sulle pendici dei vulcani infatti lo scorrimento delle lave forma delle gallerie che una volta raffreddate possono essere percorse dagli speleologi.

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 2. CHE CONDIZIONI AMBIENTALI SI TROVANO IN GROTTA?

Le grotte sono in genere poco ospitali  per l’uomo. Infatti generalmente sono sature di umidità e con temperatura praticamente costante. Per quanto riguarda l’umidità, trovandosi in un ambiente chiuso acqua e aria  vanno in equilibrio fra loro saturando l’aria di vapor acqueo.

Essendo le grotte attraversate  quasi sempre da grandi flussi d’acqua, la temperatura sarà all’incirca la media delle temperature dell’acqua stessa.

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 3. C’E’ SEMPRE BUIO IN GROTTA? 

Si, nelle grotte c’è sempre buio, un’oscurità praticamente impenetrabile. Se chiudiamo gli occhi per qualche istante, quando li riapriremo faremo fatica a capire se sono aperti o chiusi!!

Quel buio totale, non è però assoluta assenza di luce fisica. Alcune tracce di particelle di radiazione cosmica riescono a penetrare nel sottosuolo e interagendo con l’atmosfera ipogea riescono ad emettere un debole segnale luminoso!

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 4. IN GROTTA SI RIESCE SEMPRE A RESPIRARE? 

Si, perché l’aria di grotta viene continuamente rinnovata con aria esterna  che penetra, per motivi che vedremo oltre, dagli innumerevoli piccoli sbocchi verso l’esterno presenti in ogni grotta.  Anche l’acqua che vi fluisce contribuisce a rinnovare l’atmosfera grazie ai gas disciolti che essa trasporta. In piccole gallerie senza sbocchi, l’aria è respirabile grazie appunto al flusso delle acque che la attraversa.

Due caratteristiche differiscono l’aria delle grotte con l’aria esterna: essa è quasi sempre satura di  umidità ed estremamente pura.

Queste caratteristiche sono legate: l’umidità e le lievi differenze di temperatura inducono cicli di condensazione ed evaporazione che finiscono per catturare  e spostare nell’acqua tutte le particelle in sospensione nell’aria. Ne risulta un’ aria fredda, umida e sterile che è molto adatta a guarire malattie di tipo polmonare. Non proprio tutte le grotte possono però vantarsi dell’aria che contengono, ne esistono rarissime che hanno aria cattiva in quanto si aprono in zone vulcaniche, o a causa di materiali biologici che imputridendo liberano anidride carbonica che a causa del suo peso specifico, ristagna nelle parti basse della grotta. Occorre inoltre che oltre alle cause appena descritte la grotta possieda unicamente un ingresso.

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 5. LE GROTTE POSSONO RIEMPIRSI D’ACQUA?

Sono estremamente rare le grotte che effettivamente si riempiono completamente d’acqua; sono invece molte quelle che a causa di forti precipitazioni subiscono fenomeni di piena improvvisa. Può succedere che in alcune grotte gli speleologi possano rimanere bloccati per parecchie ore a causa di allagamenti di zone di passaggio. Trattandosi comunque di fenomeno temporaneo, l’unica cosa da fare è aspettare che il flusso di piena defluisca lasciando conseguentemente libero il passaggio.

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 6. LE GROTTE POSSONO CROLLARE?

Si, anche se questo accade in tempi geologici: crollano e i detriti vengono portati via e disciolti dai ruscellamenti. Su una scala umana di tempo comunque si può tranquillamente affermare che le grotte non crollano, anzi si può asserire che sono molto stabili e sicure. La grotta che si riesce a percorrere sta lì da centinaia di migliaia di anni, e la forma che ha assunto è quella più adatta per resistere a terremoti che nel corso della sua storia devono essere stati innumerevoli. Può succedere invece, che passando per la prima volta in zone inesplorate l’uomo possa suo malgrado causare il crollo di massi instabili.

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 7. SI PUO’ BERE L’ACQUA DELLE GROTTE?

Dipende dal percorso che fa l’acqua all’interno della montagna, e da dove l’acqua viene assorbita. E’ doveroso indicare che in grotta le particelle impure non vengono filtrate in quanto troppo piccole rispetto agli ostacoli che l’acqua incontra e per l’assenza del sole non esistono microrganismi atti alla sua purificazione.

In grotte come quella di “Valdemino” in Liguria, l’acqua dei laghi in essa contenuti è risultante solo da stillicidio e quindi contiene un’alta concentrazione di  carbonato di calcio, causa principale di patologie quali calcoli renali ecc.

Se poi lo sviluppo della grotta passa sotto ad un centro abitato potrebbero verificarsi fenomeni d’inquinamento dovuti ad infiltrazioni di acque “bianche” e/o “nere”.

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 8. A COSA SERVE LA SPELEOLOGIA?

Se si intende avere qualche utilità pratica e monetizzabile, si può dire tranquillamente ma con fierezza che non serve a nulla!!! Come del resto l’astronomia e la fisica delle particelle.

La speleologia è una parte di quelle ricerche che vengono portate avanti unicamente per se stesse, per curiosità.

Comunque attraverso la speleologia si possono chiarire alcuni aspetti interessanti, come la circolazione delle acque nel sottosuolo, capire la struttura interna di una montagna, trovare nuove forme di mineralizzazioni, trovare organismi interessanti. Ma la cosa che anima più di ogni altra lo speleologo, è l’esplorazione, il fascino della scoperta, il poter mettere piede dove mai uomo è arrivato, trovarsi in un altro mondo all’interno del mondo…. Vedere, guardare il lento muoversi della natura nei suoi aspetti più reconditi e lontani  …..E se poi tutto questo non serve, o può sembrare inutile, beh non ha importanza!

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 9. COSA FANNO GLI SPELEOLOGI PER TUTTO IL TEMPO CHE STANNO IN GROTTA? 

Soprattutto si spostano!!!

Le grotte sono spesso molto vaste ma gli accessi percorribili sono moto pochi. A volte per raggiungere una zona interessante da esplorare o riprendere l’esplorazione da dove si era lasciata, occorrono molte ore di cammino, attraverso spazi angusti, terreni instabili, discesa di pozzi, passaggi in acqua, senza contare il materiale che occorre trasportare, sia esso tecnico che di sopravvivenza.

Molte cavità per essere percorse nella loro totalità richiedono permanenze di 20 – 30 ore, per altre è addirittura necessario fermarsi a bivaccare, altre ancora molto più facili si possono percorrere in poche ore.

 

                                                                                                       Stefano Mortari

 

Calata in un pozzo

La speleologia ieri: discesa in un pozzo con scala a pioli

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